Gradirei pareri sui possibili scenari relativi alla situazione riassunta dalla sottoindicata lettera al AGCM.In particolare sulla ipotesi di illiceità dell'oggetto sociale.
Grazie .
Gian Piero Pesci
giampiero.pesci@virgilio.it
Alla Autorita’ Garante
della Concorrenza e del Mercato
Direzione Industria e Servizi
C. a. Dott.
Piazza G. Verdi 6/a
00198 ROMA
Oggetto: Proc. N° DC6178.
La presente per informare in merito agli sviluppi successivi alla comunicazione inviata al Comune di Ameglia, relativa ai comportamenti restrittivi della concorrenza posti in essere dalla Soc. Ameglia Servizi Turistici srl a seguito della adunanza del 16/04/09.
Ad oggi nessuna pubblicità è stata data alle raccomandazioni da Voi espresse e attraverso articoli di stampa locale si considera addirittura il vostro operato intempestivo e superato. Sempre ad oggi nessuno dei punti in questione è stato preso in considerazione; più precisamente:
a)Nessun ridimensionamento delle attività della Società in ossequio ai divieti sanciti dal Decreto Bersani.
b)La Società non solo continua a svolgere più attività nei confronti di soggetti pubblici e privati,diversi dal Comune di Ameglia, ma ha acquistato costosi macchinari per il taglio e la pulizia delle fosse stradali che svolge per i Comuni limitrofi di Sarzana, Arcola , Vezzano Ligure,in violazione alle norme ed in contrasto con il proprio oggetto sociale.
c)La Società continua a detenere partecipazioni in Società controllate o Consorzi.
d)La Società non rispetta le prescrizioni dettate dall’Art.23 bis del DL n°112/2008,relativamente agli affidamenti di servizi scaduti , come la gestione del Centro sportivo “Il Borgo”scaduta dal maggio 2008, la gestione del porto Turistico /Commerciale scaduta il 10/06/09, ed altre delibere già a vostre mani.
Si fa altresì presente che l’oggetto sociale redatto con delibera del 28/12/08,non soddisfa i criteri di unicità espressi dalla legislazione vigente, comprendendo illecitamente attività vietate alle società pubbliche.
Ai sensi dell’ Art. 2332 n°2 c.c. modificato dal Dlgs n°6 2003,potendosi configurare l’ipotesi di illiceità dell’oggetto sociale,potrebbe conseguire la nullità della società e la cancellazione dal registro delle imprese della stessa che verrà proposta alla Autorità giudiziaria competente di La Spezia per la violazione di cui sopra ed il reiterato comportamento omissivo e non curante delle disposizioni e delle raccomandazioni espresse da questa Autorità Garante della concorrenza e del mercato.
Volendo poi entrare nello specifico delle alterazioni o distorsioni della concorrenza che la Società ha causato in questi anni a danno della parità dei vari settori di attività gestiti dagli operatori locali, non si può non constatare che la del. n°78 del 10/06/2003 ha affidato direttamente la gestione degli ormeggi del porto Turistico, ritenendolo ad arte privo di rilevanza industriale e definendo le tipologie di utenza come “Transito” e “Stanziali” mascherando così la spiccata vocazione commerciale che emerge oltre che dai dati di bilancio ,dalle categorie dei posti barca in realtà divise in 65% Commerciali, 10% Transito, e 25% Residenti.
Proprio tale spiccata vocazione a carattere industriale è quella che la ratio legis si propone di limitare ponendogli un freno.Ribadito da Autorità di vigilanza contratti e servizi pubblici n°135 del 09/05/07 e Tar Lombardia n°140 del 31/01/07 che dicono:<<Porre un freno alla incidenza che simili Società possono portare sull’assetto del mercato in difesa del principio della libera concorrenza perché godono di asimmetrie informative enormi ,in grado di alterare la par condicio con gli altri operatori agenti nello stesso mercato e di eludere sostanzialmente il rischio d’impresa. La ratio legis non solo è volta a tutelare il principio di concorrenza e trasparenza, ma anche e >>
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soprattutto quello di libertà di iniziativa economica che risulta gravemente turbato dalla presenza e dalla operatività sul mercato di soggetti che proprio per la presenza diretta o mediata della mano pubblica finiscono per eludere il rischio di impresa>>, e rafforzano la posizione politico /clientelare delle Amministrazioni alterando il consenso con una sorta di ricatto occupazionale.
Tra i fini istituzionali del Comune non paiono annoverabili le attività di cui sopra implementate per giunta da una serie di attività accessorie(Art. 3 Statuto) come il trasporto a terra,la pulitura, la assistenza meccanica,impiantistica ecc. ecc. che concorrono illecitamente(perché rivolte a privati o rivolte ad altri Enti diversi dal Comune di Ameglia), a formare un fatturato di quasi due milioni di euro che viene in gran parte distolto agli operatori locali anche in violazione della legislazione sul lavoro che definisce inquadramenti , mansioni e retribuzioni specifiche.
Il Codice della Navigazione prevede con l’art 68 che i lavoratori qualificati e non che operino nei porti o in zone demaniali debbano attenersi ad una serie di adempimenti individuali.I lavoratori della suddetta Società sono invece fatti passare dalle mansioni previste dalla loro qualifica professionale di assunzione ad una diversa serie di mansioni che prevederebbero qualifiche e retribuzioni diverse senza sottostare agli obblighi ai quali le ditte private devono attenersi, creando quindi una disparità di trattamento che danneggiando in primis loro stessi, incide sul mercato del lavoro , viola la concorrenza, e disattende al principio di uguaglianza e giustizia sociale, costituendo e alimentando un polo clientelare e politico che così manovrato sulle illiceità, sulle omissioni,e sulla non trasparenza, porta ad alterare dolosamente oltre la concorrenza e il mercato del lavoro , anche le consultazioni elettorali.
Per quanto esposto chiedo un ulteriore Vostro interessamento per tutelare i fini istituzionali che allo stato attuale vengono ,a nostro parere, sminuiti e mortificati.
Distinti saluti.
Bocca di Magra 6/7/09