pubblicità redazionale su rai2

Re: pubblicità redazionale su rai2

Messaggiodi l'ateo irriverente » dom mag 16, 2010 10:02 am

poco tempo fa ho letto un libro del biologo Richard Dawkins e parlava tra le altre cose anche di questo: perché l'ateismo è migliore delle religioni? non è esso stesso integralista?
la risposta è semplice: NO. no, perché l'ateismo NON HA DOGMI, e non discrimina né giudica in base ad essi.
ti faccio un esempio di questa differenza in tema del dibattito evoluzionismo-creazionismo. Kurt Wise è un noto creazionista, e una sua citazione vale da caso paradigmatico: "Se tutte le prove dell'universo andassero contro il creazionismo, sarei stato il primo ad ammetterlo, ma sarei rimasto creazionista perché è quello che la Parola di Dio sembra indicare. E QUI IO DEVO COLLOCARMI".
ecco invece il pensiero di Dawkins: "Mi si permetta di formulare la versione opposta del manifesto di Kurt Wise: «Se tutte le prove dell'universo dimostrassero l'attendibilità del creazionismo, sarei il primo ad ammetterlo e cambierei subito idea. Stando le cose come stanno, tutte le prove disponibili (e ve n'è in abbondanza) sono a favore dell'evoluzionismo. È per questo e solo per questo che lo sostengo con una passione pari a quella dei suoi oppositori. La mia passione si basa sulle prove. La loro, che sfida apertamente l'evidenza, e solo la loro è integralista".

può dunque essere propaganda anche quella atea? in alcuni casi può darsi, ma essendo l'ateismo, non dottrina, ma pensiero critico e razionale, esso non può essere in alcun modo parificato alle religioni. l'ateismo non propina VERITA' ASSOLUTE.
inoltre su tutti gli aspetti fino ad ora presentati (ad esempio il caso FIAT) l'ateismo risulterebbe innocuo, non farebbe alcun danno all'ordinamento né porrebbe alcun grattacapo al legislatore.
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Re: pubblicità redazionale su rai2

Messaggiodi Vittorio Menesini » dom mag 16, 2010 10:16 am

si tratta di capire se con la propaganda(....fide....) si cerca lo scambio di beni ( soldi contro ....pietas divina, indulgenze,-vecchia storia perchè è un vizietto che da sempre hanno i Santi Padri....)o si fa proselitismo fine a sè stesso. E' così?
Nel primo caso, le affermazioni non dismostrabili non sono vere, e divulgarle è pubblicità menzognera....., nel secondo è solo manifestazione del pensiero. o no?
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Re: pubblicità redazionale su rai2

Messaggiodi Emma » dom mag 16, 2010 10:31 am

Rispondo a IL5....
Associare l'utilità sociale ad una religione è quanto di più catastrofico si possa fare, prendi ad esempio l'art 41 della nostra carta costituzionale....sarebbe legittimo vincolare l'attività imprenditoriale,per assurdo,ad un'istanta religiosa????Rispetto ovviamente la coscienza individuale di ognuno,ma da lì a rapportale al diritto che è ontologicamente laico ce ne passa.
Per quanto riguarda la pubblicità menzognera a mio avviso non è attinte il fattoche un miracolo non sia riproducibile perchè non è l'oggetto del messaggio pubblicitario,è uno STRUMENTO finalizzato ad acquisire proselitismo...l'ordine d'acquisto non concerne certo questo o quel miracolo....e quando quest''ultimo si dimostra infondato?Ti faccio un esempio:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 60586.html
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Messaggiodi l'ateo irriverente » dom mag 16, 2010 10:32 am

è vero anche questo, ma non si potrebbe sostenere che anche gli atei intendano vendere un prodotto o un servizio? come la chiesa "vende indulgenze" solo indirettamente e quindi si inserisce nel mercato solo indirettamente (mi riferisco al lato strettamente fideistico e non a hotel, chioschi, ristoranti, centri sportivi di cui prima), analogo discorso si può fare per le associazioni come l'Unione Atei e Agnostici Razionalisti.
io credo che la differenza fondamentale sia proprio nella diversità di base tra religione e ateismo: la propaganda può essere solo a favore di una dottrina (cattolicesimo, islam, scientology, berlusconismo), e l'ateismo non è tale, è piuttosto un metodo di pensiero, quindi scevro da dogmi: un ateo può essere keynesiano o marxista, berlusconiano o finiano, eterosessuale o omosessuale, e, aggiungerei (visto il maschilismo delle religioni imperanti) uomo o donna.

sono d'accordo sul fatto che il proselitismo fine a se stesso rientri nella libertà di manifestazione del pensiero. ma fino a che punto il proselitismo può essere fine a se stesso? il mercato non è ovunque?
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Messaggiodi Emma » dom mag 16, 2010 10:39 am

La propaganda è finalizzata allo scampio di beni .....vi faccio un esempio che recentemente ha colpito la mia attenzione....riguarda il regime concorrenziale che si è instaurato tra produttori di rosari elettronici:
http://www.ioprego.it/ http://www.prexcompany.com/ITA/home.htm
Non è una commercializzazione imputabile direttamente alle porpore cardinalizie,ma indirettamente le propaganda fideistica contribuisce alla incentivazione all'acquisto,e per di più fruendo di quei canale,latu sensu 'sensibili' della persona. Condivido con Mauri che l differenza è ontologica,l'approccio laico è avalutativo, incarna l'unica ipotesi di giustizia effettivamente configurabile nel mercato,è un modus operandi,non una dottrina.
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Messaggiodi IL5 » dom mag 16, 2010 12:30 pm

quindi sono al minoranza in questo forum.... :D :D sono molto contento del dibattito che si è creato in questi giorni...ho solo una domanda: ma dove eravate?va be meglio tardi che mai..cmq ritorniamo al dibattito con la consapevolezza che in questi giorni che si sta avvicinando l'esame e forse avrò meno tempo di chiacchierare piacevolmente con voi...

allora pel l'ateo irriverente, l'ateismo non propone dogmi a me non sembra, NON CREDERE IN NIENTE o COME DIREBBE IL PROFESSORE: NON ESISTONO LA VERITA, non è un dogma e cioè una verità incontrastabile?e smantellare tutte le teorie sul creazionismo non è propaganda per diffonderlo?

per Emma perchè la propaganda deve essere per forza finalizzata allo scambio di beni? sull'utilità sociale continuo ad essere della mia opinione l'utilità è connessa indissolubilmente con i Bisogni che rispondono ad esigenze, necessità personali, e perchè non ricomprenderci anche quello spirituale?

se propaganda di quel credo è stata pensata come fine a se stessa e chi l'ha interpretata l'ha interpretata male(e qui vi posso dare in alcuni casi ragione)?
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Messaggiodi Emma » dom mag 16, 2010 1:33 pm

La propaganda fine a sè stessa non esiste per l'elementare assunto che nessuna manifestazione dell'agire umano è estranea dal mercato,nessun rapporto civile ne è esente....prescindendo dallo scambio sussistono solo rapporti transeunte,estemporanei.Pur non concernendo specificamente un prodotto o un servizio,in determinati frangenti,quale quello spirituale o religioso incentiva quella che io definirei una vera e propria psicosi di massa.
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Messaggiodi l'ateo irriverente » dom mag 16, 2010 3:27 pm

prima di tutto vorrei chiarire che quello che io propugno è uno Stato laico, non ateo. uno Stato in cui non si può apostrofare un bambino come "cristiano" o "musulmano", così come mai definiremmo un bambino "keynesiano" o "marxista".

per quanto riguarda la tua domanda, a mio parere sostenere che non esistano verità non può essere considerato un pensiero dogmatico, anzi è esattamente il contrario! la differenza tra le religioni e l'ateismo è che le prime sono ASSOLUTISTE, portatrici di valori assoluti che mai potranno essere messi in discussione in virtù della loro discendenza divina, il secondo è invece RELATIVISTA, e giudica l'essere e il dover essere nell'ottica dei moderni DIRITTI UMANI.
ora bisogna fare molta attenzione perché abbiamo iniziato parlando di pubblicità redazionale e ingerenze vaticane, ma siamo arrivati a discutere uno dei principi cardine dell'ordinamento (la laicità) e a studiare quali soluzioni possano davvero garantire i diritti fondamentali dell'uomo.

a tal proposito vorrei citare Luttazzi: "Non dimentico che l'Europa moderna, laica, del commercio e della democrazia, appare col Rinascimento, nel momento in cui il cristianesimo, scosso dalla Riforma, comincia a perdere il controllo sull'organizzazione sociale. E non dimentico che la repubblica, la separazione dei poteri, il suffragio universale, la libertà di coscienza, l'eguaglianza dell'uomo e della donna non derivano dalla religione, che li ha anzi a lungo combattuti. E non dimentico che, grazie alla rivoluzione francese, le adultere occidentali non vengono lapidate... Ratzinger attacca l'illuminismo (e il relativismo, ndr), ma la Chiesa in 18 secoli non abolì la schiavitù, cosa che fece la Prima Repubblica francese del 1794".
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Messaggiodi l'ateo irriverente » ven mag 21, 2010 9:57 am

vedo che, causa esame in vista, non abbiamo più avuto tempo di portare avanti il dibattito... vorrei tuttavia chiedere il vostro parere su degli argomenti che ritengo strettamente connessi a quelli fin qui trattati, nonché ad alcuni dei ragionamenti di fondo del libro del professore (almeno secondo me): 1) la relazione (o meglio, il contrasto) tra sicurezza e libertà e 2) il rapporto tra Giustizia e mero consenso, vale a dire tra Stato di diritto e pura democrazia.
spero possiate rispondere prima del 25 maggio ma ne dubito :mrgreen:
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Messaggiodi IL5 » ven mag 21, 2010 11:29 am

facci capire prima il tuo.... :D :D...ma è stato posticipato l'esame al 25???l'ho appena letto sul sito della facoltà...
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Messaggiodi l'ateo irriverente » ven mag 21, 2010 3:53 pm

si, l'esame è stato posticipato, è scritto anche nella bacheca in facoltà... 25 maggio ore 9:00
cmq ho chiesto prima il vostro parere perché per esperienza ho notato che un post lungo scoraggia eventuali risposte, specie se gli altri hanno poco tempo :D cmq ecco a voi il mio punto di vista:

pur essendo entrambi elementi fondamentali nella vita dell'uomo e in quella di un ordinamento, mi pare che spesso sicurezza e libertà si trovino in netto contrasto tra loro: questo è rinvenibile nel diritto commerciale italiano, dove tuttora la stabilità e le certezze vengono fatte prevalere sulla libertà di concorrenza e di accesso al mercato, ma anche, e soprattutto, nelle strategie di governo e nel modo di fare informazione.
sfruttando un naturale "istinto di nidificazione" proprio dell'essere umano, che cerca tranquillità negli ambienti e in contesti a lui più familiari, mi sembra si stia tentando di dare maggiore forza ad antiche tradizioni e a valori reazionari ponendoli in aperto contrasto con valori e tradizioni altrui. se un popolo ha paura dell'altro, dello straniero, del diverso, cercherà e troverà sicurezze solo al suo interno e sarà più compatto, più facile da governare. il segreto è appoggiarsi sempre su ciò che è caro alla maggioranza.
dal settembre 2001 ad oggi quello che sembrava (avviarsi a) essere un pacifico cammino verso il futuro (almeno per quanto riguarda la vecchia europa) è stato spazzato via da attentati e guerre che hanno avuto il risultato di spezzare nuovamente il mondo in due blocchi: il sedicente OCCIDENTE contro il medio oriente, gli "stati-canaglia", i "terroristi". da allora il compito dei governi occidentali (guidati dagli USA) è sembrato essere quello di instillare paura nei cittadini, di unirli sotto un'unica bandiera occidentale, di ficcar loro in testa che IL NEMICO non è solo in Afghanistan, in Iran, in Palestina, ma può essere anche quello che incontriamo al discount, quello che ci lava i vetri al semaforo, quello che semplicemente va in moschea a pregare (anche questo è stato uno dei motivi dell'aumento del consenso per le destre xenofobe alle ultime elezioni europee).
il "compito a casa" dato dalla presidenza bush agli altri governi occidentali è stato portato a termine con un discreto successo: finalmente tra i cittadini si è invertito il trend fino ad allora positivo di tolleranza e di fratellanza globale (che era comunque un traguardo ancora molto lontano) e ha ripreso quota la diffidenza e la logica dello scontro: l'aut aut tra la "nostra" cultura e la "loro" (ma chi siamo "noi"? e chi "loro"? mah). finalmente i cittadini sono disposti a rinunciare alle loro libertà (compresa quella di religione) per avere in cambio sicurezza da stati che stanno tornando ad essere paternalistici.
si pensi a quello che è accaduto per la "questione crocifisso": dopo la sentenza della corte europea il governo, spronato dalle gerarchie ecclesiastiche e da un popolo spaventato e ormai arroccato su valori medievali, ha presentato ricorso e (per bocca dei suoi ministri) se ne è uscito con dichiarazioni da brivido: "la maggioranza degli italiani vuole il crocifisso nelle aule scolastiche". i signori ministri (e giornalisti e opinionisti vari) dimenticano forse che l'italia non è (meglio, non dovrebbe essere) solo una democrazia, ma anche uno stato di diritto, ergo non per tutte le decisioni vale il principio maggioritario, non tutto si può ridurre al mero consenso popolare.
inoltre, quanti italiani sanno che a presentare ricorso è stata una cittadina italiana (per la precisione Soile Tuulikki Lautsi, cittadina italiana di origini finlandesi)? perché a me è sembrato che nell'isteria pro-crocifisso ci si sia scagliati, senza mai nominarlo, contro un nemico esterno, lontano; del resto "il popolo italiano" vuole il crocifisso!

per concludere: il Potere, mi si passi il termine, offre ai cittadini sicurezza (così vuole far credere) ma la moneta di scambio sono le nostre libertà fondamentali. ne vale la pena?
e poi: possibile che nel XXI secolo non è ancora chiara la differenza tra democrazia e stato di diritto? a cosa serve allora la costituzione se tutto ciò che abbiamo è in balia della"maggioranza"?
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Messaggiodi Vittorio Menesini » ven mag 21, 2010 5:44 pm

nUlla da aggiungere. ok.
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Messaggiodi bea.chi » sab mag 22, 2010 5:43 pm

posto che dio è morto,l ha ucciso l uomo,posto che di religioni ce ne sono a milioni prorio perchè sono una costruzione umana,se fosse rivelazione divina sarebbe una unica e univoca e non milioni,posto che non esiste più un vero cattolico cristiano,un vero ebreo,un vero musulmano perchè tutto,ogni piccola sillaba dei testi sacri è soggetta ad interpreatazione umana....
c è da dire che al mondo esistono solo atei e mitomani della fede. i mitomani della fede sono la maggior parte della popolazione mondiale,quindi semmai si potrà parlare di dittatura dei mitomani.
per me stessa posso dire che non credo in dio,in nessun dio. tutti possono credere in cio che vogliono ma la regola è o tutti o niente,o tutte le religioni o niente. quindi anche all università come c è il crocifisso,ci dovrebbe essere la stella di david,la statua di budda e visnu....o tutti o niente.....e visto che la stella di david,la statua di budda il crocifisso potrebbero offendere la vista di qualcuno allora non ce ne dovrebbe essere nessuno. la fede è un fatto privato. domestico. A casa si è cattolici,evangelici,buddisti,fuori casa si è cittadini. punto.
c è da dire che pura la religione è mercato,un mercato molto redditizio giudato dalle chiese....non dovrebbe esserci alcuna pubblicità,di nessun genere e tipo sulle religioni.
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Messaggiodi l'ateo irriverente » sab mag 22, 2010 5:48 pm

quoto
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Messaggiodi bea.chi » sab mag 22, 2010 5:58 pm

cioè? voce del verbo quotare?
posso chiederti una cosa? non c entra niente ma c entra...devi fare l esame? commerciale II?
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