si, l'esame è stato posticipato, è scritto anche nella bacheca in facoltà... 25 maggio ore 9:00
cmq ho chiesto prima il vostro parere perché per esperienza ho notato che un post lungo scoraggia eventuali risposte, specie se gli altri hanno poco tempo

cmq ecco a voi il mio punto di vista:
pur essendo entrambi elementi fondamentali nella vita dell'uomo e in quella di un ordinamento, mi pare che spesso sicurezza e libertà si trovino in netto contrasto tra loro: questo è rinvenibile nel diritto commerciale italiano, dove tuttora la stabilità e le certezze vengono fatte prevalere sulla libertà di concorrenza e di accesso al mercato, ma anche, e soprattutto, nelle strategie di governo e nel modo di fare informazione.
sfruttando un naturale "istinto di nidificazione" proprio dell'essere umano, che cerca tranquillità negli ambienti e in contesti a lui più familiari, mi sembra si stia tentando di dare maggiore forza ad antiche tradizioni e a valori reazionari ponendoli in aperto contrasto con valori e tradizioni altrui. se un popolo ha paura dell'altro, dello straniero, del diverso, cercherà e troverà sicurezze solo al suo interno e sarà più compatto, più facile da governare. il segreto è appoggiarsi sempre su ciò che è caro alla maggioranza.
dal settembre 2001 ad oggi quello che sembrava (avviarsi a) essere un pacifico cammino verso il futuro (almeno per quanto riguarda la vecchia europa) è stato spazzato via da attentati e guerre che hanno avuto il risultato di spezzare nuovamente il mondo in due blocchi: il sedicente OCCIDENTE contro il medio oriente, gli "stati-canaglia", i "terroristi". da allora il compito dei governi occidentali (guidati dagli USA) è sembrato essere quello di instillare paura nei cittadini, di unirli sotto un'unica bandiera occidentale, di ficcar loro in testa che IL NEMICO non è solo in Afghanistan, in Iran, in Palestina, ma può essere anche quello che incontriamo al discount, quello che ci lava i vetri al semaforo, quello che semplicemente va in moschea a pregare (anche questo è stato uno dei motivi dell'aumento del consenso per le destre xenofobe alle ultime elezioni europee).
il "compito a casa" dato dalla presidenza bush agli altri governi occidentali è stato portato a termine con un discreto successo: finalmente tra i cittadini si è invertito il trend fino ad allora positivo di tolleranza e di fratellanza globale (che era comunque un traguardo ancora molto lontano) e ha ripreso quota la diffidenza e la logica dello scontro: l'aut aut tra la "nostra" cultura e la "loro" (ma chi siamo "noi"? e chi "loro"? mah). finalmente i cittadini sono disposti a rinunciare alle loro libertà (compresa quella di religione) per avere in cambio sicurezza da stati che stanno tornando ad essere paternalistici.
si pensi a quello che è accaduto per la "questione crocifisso": dopo la sentenza della corte europea il governo, spronato dalle gerarchie ecclesiastiche e da un popolo spaventato e ormai arroccato su valori medievali, ha presentato ricorso e (per bocca dei suoi ministri) se ne è uscito con dichiarazioni da brivido: "la maggioranza degli italiani vuole il crocifisso nelle aule scolastiche". i signori ministri (e giornalisti e opinionisti vari) dimenticano forse che l'italia non è (meglio, non dovrebbe essere) solo una democrazia, ma anche uno stato di diritto, ergo non per tutte le decisioni vale il principio maggioritario, non tutto si può ridurre al mero consenso popolare.
inoltre, quanti italiani sanno che a presentare ricorso è stata una cittadina italiana (per la precisione Soile Tuulikki Lautsi, cittadina italiana di origini finlandesi)? perché a me è sembrato che nell'isteria pro-crocifisso ci si sia scagliati, senza mai nominarlo, contro un nemico esterno, lontano; del resto "il popolo italiano" vuole il crocifisso!
per concludere: il
Potere, mi si passi il termine, offre ai cittadini sicurezza (così vuole far credere) ma la moneta di scambio sono le nostre libertà fondamentali. ne vale la pena?
e poi: possibile che nel XXI secolo non è ancora chiara la differenza tra democrazia e stato di diritto? a cosa serve allora la costituzione se tutto ciò che abbiamo è in balia della"maggioranza"?