ho fatto una ricerca in rete sulla crisi economica ed ho scoperto alcune cose che ritengo molto rilevanti: innanzitutto che la Federal Reserve, la banca centrale degli USA, non è un'istituzione pubblica e indipendente dal governo, ma una banca a capitale misto pubblico-privato; ebbene, i maggiori investitori privati della F.R. sono le principali banche americane! le stesse banche che la F.R., d'intesa con il Tesoro americano ed il governo, ha salvato stampando vagonate di moneta fresca e buoni del tesoro, facendo così esplodere il debito pubblico statunitense e, in un mercato ormai globale, quello dei paesi più "progrediti".
inoltre la F.R. nonostante la sua fondamentale importanza non è sottoposta ad alcun organismo di controllo e non risponde al Congresso del suo operato. la trasparenza è fuori questione: nonostante petizioni, sentenze, pubblici appelli, i cittadini americani tuttora non sanno come sono stati usati centinaia di miliardi stanziati dal governo per salvare le banche, non sanno cioè con quali modalità e secondo quali criteri la Banca centrale ha finanziato i propri azionisti!
se ciò non bastasse, il lobbismo dell'alta finanza non pare avversato dai governi americani che si sono succeduti dagli anni 90 ad oggi: i Ministri del Tesoro USA sono sempre stati scelti infatti tra i grandi banchieri o tra i loro uomini di fiducia, con il risultato che negli ultimi 15 anni non è stata approvata una sola legge contraria agli interessi di questi spietati "Gordon Gekko"!
ma come si è trasferito ora il rischio sulla zona euro? il fatto che ormai il mercato sia globale basta a spiegare la crisi europea che ha piegato la Grecia e rischia di fare lo stesso con altri paesi fortemente indebitati? nonostante si ostentino buoni rapporti tra Europa e USA, è evidente che gli interessi delle due superpotenze economiche confliggano; con questa crisi mi sembra si sia arrivati alla situazione di
mors tua vita mea. ma in che modo gli USA sono riusciti a scaricare buona parte della crisi sull'Europa? qui entrano in gioco le agenzie di rating: non va dimenticato che le 3 più importanti agenzie di rating, che da sole possiedono una fetta di mercato superiore al 90%, sono la Standard&Poor's, la Moody's e la Fitch, tre colossi americani. Negli ultimi mesi hanno agito con un tempismo incredibile (nel senso letterale, difficile credere alla casualità), paventando contagi della crisi greca, "urlando" pessimistici annunci a mercati aperti, abbassando le prospettive di crescita di Spagna, Italia, etc...
Ricapitolando: in seguito ad una crisi economica causata da finanzieri senza scrupoli, "errori" delle agenzie di rating, assenza di un serio organismo di controllo che non abbia conflitti di interesse con l'alta finanza e gli istituti di credito, le banche sono riuscite a salvare sé stesse tramite la Federal Reserve, che controllano con il benestare del Governo USA, la quale ha stampato loro ingenti quantità di nuova moneta. Per salvarsi hanno così causato un'impennata del debito pubblico statunitense, ma anche globale vista l'unitarietà del mercato mondiale; a questo primo contagio che potremmo definire "naturale", è seguito (è un'ipotesi ovviamente) un contagio artificiale, progettato a tavolino, per sfaldare la zona euro, in modo che gli USA non fossero gli unici a doversi far carico di una crisi così vasta. questo contagio artificiale è avvenuto grazie alle azioni incontrollabili delle tre più importanti agenzie di rating, che insieme possono divenire il sovrano legibus solutus del mercato.
trovo quindi sensata la teoria di emma secondo la quale per gli operatori finanziari statunitensi potrebbe esser vantaggiosa una crisi del debito nella zona euro, nell'ottica di attirare i capitali europei per avere un boccata d'ossigeno e far ripartire l'economia americana. tuttavia, emma, ti pregherei di non chiamarmi più al telefono per parlare di queste cose

(c'è poco da ridere!

)